Progetto Educativo

PREMESSA

Il progetto educativo è un documento che permette alle scuole di presentare la propria identità culturale, sociale e religiosa e il proprio indirizzo pedagogico-didattico. In esso vengono esplicitati i valori culturali, educativi, religiosi che ispirano l’Offerta Formativa delle scuole in armonia con i principi della Costituzione Italiana, della Comunità Europea, della Carta Internazionale dei diritti dei bambini e degli adolescenti, delle Indicazioni Ministeriali, del Vangelo e del Carisma di San Giuseppe B. Cottolengo.

È rivolto alle famiglie, agli alunni che frequentano la scuola, al personale dipendente, ai volontari e alle istituzioni del territorio di appartenenza. Viene visionato e condiviso da tutti coloro che partecipano alla vita della Scuola; in particolare dai genitori, all’atto dell’iscrizione del proprio figlio.

LA NOSTRA IDENTITA’

Le Scuole Paritarie “Cottolengo” sono un’espressione della più vasta opera “Piccola Casa della Divina Provvidenza”, fondata da San Giuseppe Benedetto Cottolengo nel 1828.

CHI ERA SAN GIUSEPPE BENEDETTO COTTOLENGO?

Giuseppe Cottolengo nasce a Bra (CN) il 3 maggio 1786.

Dalla famiglia, di ceto medioborghese, riceve un’educazione profondamente cristiana.

Viene ordinato sacerdote a Torino nel 1811.

Verso i 40 anni vive un momento di crisi: non mette in discussione il suo sacerdozio ma è alla ricerca di qualcosa di più significativo per la pro pria vita sacerdotale.

La svolta decisiva avviene nel 1827. La sera del 2 settembre viene chiamato ad assistere Giovanna Maria Gonnet, una donna incinta e tubercolotica, di passaggio a Torino e rifiutata dagli ospedali cittadini. Il Cottolengo non può far altro che amministrare i sacramenti alla morente e alla piccola nascitura, che vive solo pochi minuti. La disperazione del marito e dei figli della donna scuotono profondamente l’animo di don Giuseppe.

Il 17 gennaio 1828, per accogliere i poveri rifiutati da altre istituzioni, avvia “Il Deposito della Volta Rossa” coadiuvato da alcuni volontari laici e da benefattori.

Nell’estate del 1830, con l’aiuto di Madre Marianna Nasi, dà avvio alla comunità delle Suore. Nell’ottobre 1831 un’epidemia di colera spinge le autorità a chiudere “il Deposito della Volta Rossa”, sito in un luogo centrale della città. Il 27 aprile 1832 riavvia la sua fondazione a Borgo Dora, ancora oggi sede della Piccola Casa della Divina Provvidenza, sotto gli auspici di San Vincenzo de’ Paoli. In pochi anni l’Opera si ingrandisce e le realtà assistenziali si differenziano secondo le esigenze e i bisogni, a cui il Cottolengo cerca di rispondere. Nel 1833 avvia la famiglia dei Fratelli e nel 1839 la comunità dei Sacerdoti.

Negli anni 1840 – 41 fonda alcuni monasteri di vita contemplativa.

Muore a Chieri il 30 aprile 1848.

Il Cottolengo, anche nei momenti difficili, si abbandona completamente alla Divina Provvidenza sicuro che nei poveri serve la persona stessa di Gesù. Il motto scelto “la Carità di Cristo cì spin- ge” (2Cor 5,14) ispira l’Opera, che non vuol essere una semplice realtà assistenziale, ma una comunità di fratelli e sorelle che vivono il Vangelo.

Proclamandolo Santo, la Chiesa lo addita come esempio di carità cristiana.

Oggi la Piccola Casa della Divina Provvidenza è presente in Italia e in Svizzera, negli Stati Uniti, in Kenya, in India, in Ecuador e in Tanzania.

LA PICCOLA CASA DELLA DIVINA PROVVIDENZA è prima di tutto un luogo di accoglienza e di riferimento per le persone in difficoltà e per chi ha fatto la scelta di aiutarle e condividerne il percorso di crescita e di vita. È un’istituzione civile ed ecclesiale: svolge un servizio a favore delle fasce più deboli della società ed è un’opera di ispirazione cristiana.

Ancora oggi nelle realtà cottolenghine si continua a prendersi cura della persona, nella sua originalità e diversità, come espresso nella MISSION:

1. La Piccola Casa della Divina Provvidenza, fondata da San Giuseppe Cottolengo, è una istituzione civile ed ecclesiale. Ha come fondamento la Divina Provvidenza, come anima la carità di Cristo, come sostegno la preghiera, come centro i Poveri. Essa comprende suore, fratelli, sacerdoti e laici che a vario titolo realizzano le sue finalità.

2. La Piccola Casa si prende cura della persona povera, malata, abbandonata, particolarmente bisognosa, senza distinzione alcuna, perché in essa riconosce il volto di Cristo.

3. In tal modo la Piccola Casa afferma il valore sacro della vita umana, dal suo inizio fino al suo termine naturale; promuove la dignità di ciascuno nella sua originalità e diversità; si prende cura della persona nella sua dimensione umana e trascendente; vive lo spirito di famiglia costruendo relazioni di reciprocità, di gratuità, di condivisione, di fraternità.

4. Nei diversi Paesi dove è presente, la Piccola Casa è organizzata in comunità di vita e in pluralità di servizi uniti e orientati dallo spirito e dagli insegnamenti di San Giuseppe Cottolengo. Come una grande famiglia tutti, sani e malati, religiosi e laici, secondo la vocazione e la misura della propria donazione e impegno si aiutano reciprocamente ad attuare le finalità evangeliche dell’Opera.

5. San Giuseppe Cottolengo insegna che la Divina Provvidenza “per lo più adopera mezzi umani”. Per questo, ogni operatore nel settore assistenziale, educativo, sanitario, pastorale, amministrativo e tecnico con la sua responsabilità, competenza e generosa dedizione, diventa “strumento” della Divina Provvidenza al servizio dei Poveri.

6. Nella Piccola Casa della Divina Provvidenza ognuno può trovare senso alla propria esistenza, realizzare i desideri profondi del cuore, contribuire all’edificazione di un’umanità nuova fondata sull’amore, sull’amicizia e sulla speranza della vita eterna.

SCUOLA COTTOLENGHINA – CATTOLICA, DI ISPIRAZIONE CRISTIANA

Le scuole della Piccola Casa della Divina Provvidenza, in tutte le loro espressioni, mettono al centro della propria azione la formazione integrale della persona con particolare attenzione ai più deboli secondo il Carisma di San Giuseppe Benedetto Cottolengo. È l’alunno nella sua interezza, senza alcun pregiudizio rispetto alla provenienza, alla razza, alla cultura e alla religione ad essere punto focale dell’impegno educativo. L’intento del Suo fondatore era quello di accogliere i bambini/ragazzi più poveri, nelle più svariate accezioni che questa parola aveva ed ha, dalla povertà materiale (mancanza di risorse fisiche economiche, sociali e culturali) a quella spirituale e morale.

I valori cristiani che ispirano l’attività educativa delle scuole Cottolengo sono anzitutto quelli del Vangelo; Gesù Cristo è il centro, il maestro e il pedagogo.

I principi evangelici diventano mete finali, norme educative, motivazioni interiori, proposta educativa. L’ispirazione cristiana e le peculiarità degli scopi della “Piccola Casa della Divina Provvidenza” sono assunte dalle Scuole Paritarie “Cottolengo” orientandone le attività educative.

Tutti i membri della comunità educante perseguono un’educazione scolastica attenta a tutte le dimensioni della persona: corporea, conoscitiva, affettiva, sociale, etica e religiosa. I valori cristiano-cottolenghini sono il punto di riferimento di questo impegno educativo.

In collaborazione con le famiglie si vuole perseguire la realizzazione a pieno dell’individuo in ogni sua dimensione di vita, cognitiva, relazionale, emotiva, rispettandone le peculiarità personali.

Nella nostra vita scolastica si cerca di promuovere:

Il carisma specifico di San Giuseppe Cottolengo è testimoniare la Bontà di Dio Padre Provvidente per ogni suo figlio, senza alcuna distinzione, e nelle scuole si concretizza:

SCUOLA PARITARIA

Le Scuole Cottolengo sono parte del “Sistema Nazionale di Istruzione” (L. 62/00); sono scuole pubbliche paritarie, svolgono il loro servizio pubblico in osservanza delle norme statali e regionali in materia di istruzione dell’infanzia, della primaria e della secondaria di primo grado. Ispirano la loro azione educativa ai valori espressi nella Costituzione italiana, nei documenti internazionali sui Diritti dell’uomo e del bambino e nella tradizione europea. Proprio per questo sono riconosciute anche con contributi statali, regionali e comunali; accolgono, quindi, senza discriminazione alcuna, qualsiasi bambino i cui genitori siano a conoscenza del progetto educativo.

Il nostro progetto educativo, coerentemente con gli obiettivi generali ed educativi della Costituzione Italiana, con particolare riferimento agli art. 3, 33, 34, dà piena adesione ai principi di:

•Uguaglianza (art. 3/34): la scuola è aperta a tutti, senza alcuna discriminazione di sesso, razza, etnia, lingua, religione, ideologia politica, condizioni psicofisiche e socioeconomiche;

 •Libertà di scelta delle famiglie (art.33): la scuola, in quanto non statale, contribuisce a garantire l’effettivo pluralismo delle istituzioni con la sua proposta di qualità.

Le famiglie scelgono liberamente di iscrivere i loro figli ad una scuola paritaria, istaurando un patto educativo di corresponsabilità tra scuola e famiglia, alla cui base c’è la condivisione delle finalità, dei contenuti, delle strategie educative con l’obiettivo di aiutare i bambini a crescere ed imparare.

In accordo con il patto di corresponsabilità le famiglie e i dipendenti delle scuole condividono e sottoscrivono il presente progetto educativo e il regolamento interno dell’istituto; inoltre, per il sostentamento della scuola, le famiglie versano un contributo annuale.

La maggior parte delle scuole cottolenghine sono associate alla FISM (Federazione Italiana Scuole Materne) o all’AGIDAE (Associazione Gestori Istituti Dipendenti dall’Autorità Ecclesiastica), questo permette un collegamento organico e stabile con le altre scuole cattoliche presenti nel territorio, partecipando ad iniziative di coordinamento provinciale, regionale e nazionale realizzate da queste associazioni. Accolgono bambini e ragazzi dai 3 anni ai 14 anni senza distinzione di sesso, razza e religione. Secondo le Indicazioni nazionali per il curricolo (4.10.2012), si pongono la finalità di promuovere nei bambini lo sviluppo dell’identità, dell’autonomia, delle competenze e li avviano alla cittadinanza e alla sostenibilità, come suggerito nel documento Indicazioni nazionali e nuovi scenari (2018). Tali finalità sono perseguite attraverso l’organizzazione di un ambiente di vita, di relazioni e di approfondimento di qualità, garantito dalla professionalità degli operatori e dal dialogo sociale ed educativo con le famiglie e con la comunità. In accordo con le raccomandazioni del Consiglio dell’Unione Europea del 23 maggio 2018 e con l’obiettivo n 4 dell’Agenda ONU 2030 l’attività educativa aspira a: “Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti” affinché ciò che viene trasmesso possa alimentare abilità e competenze legate all’identità, all’autonomia ed alla cittadinanza attiva.

SCUOLA INCLUSIVA

Le Scuole Cottolengo si impegnano ad essere attente e a prendersi cura di tutti i bambini e ragazzi, in particolare di chi è più in difficoltà, a partire dai bisogni e dalle esigenze di ciascuno, e a favorire esperienze di scambio, di condivisione, di accoglienza e di aiuto reciproco, in fedeltà all’intuizione carismatica di San Giuseppe Cottolengo. Egli ha insegnato a promuovere la dignità di ciascuno nella sua originalità e diversità e a vivere lo spirito di famiglia costruendo relazioni di reciprocità, di gratuità, di condivisione, di fraternità (cfr. Mission n.3);

Nell’ottica del potenziamento dell’inclusione, secondo i riferimenti normativi, l’equipe educativa si impegna ad elaborare strategie educative e didattiche adeguate ad ogni singolo bambino che necessita, per motivi fisici, biologici, fisiologici, psicologici e sociali, di risposte personalizzate e individualizzate nell’ambito della crescita e dell’apprendimento scolastico.

Come indicato nella normativa “Strumenti d’intervento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica (2012), “L’area dello svantaggio scolastico … che ricomprende problematiche diverse, viene indicata come area dei Bisogni Educativi Speciali (BES). Vi sono comprese tre grandi sotto-categorie: quella della disabilità; quella dei disturbi evolutivi specifici e quella dello svantaggio socioeconomico, linguistico, culturale”.

Nelle Scuole Cottolengo ci si impegna perché bambini con qualsiasi tipo di difficoltà o svantaggio possano trovare accoglienza privilegiata, valorizzazione delle proprie capacità e occasioni di crescita, secondo le proprie possibilità, in un clima di famiglia.

Di fondamentale importanza nell’attività didattica-educativa è la collaborazione e il dialogo sia con la famiglia sia con gli specialisti del servizio territoriale.

Al fine di realizzare pienamente il diritto all’apprendimento per tutti gli alunni in situazione di difficoltà il Collegio docenti stende il Piano Annuale dell’Inclusione (PAI) che si propone di:

– favorire un clima di accoglienza e di inclusione;

– favorire la promozione della persona;

– definire pratiche condivise con la famiglia;

– promuovere iniziative di comunicazione e di collaborazione tra scuola e famiglia ed Enti territoriali coinvolti (Comune, ASL, Provincia, Regione, Enti di formazione, …).

La quotidianità delle esperienze condivise a scuola, tra pari e con gli adulti di riferimento, è lo spazio privilegiato per favorire l’inclusione, nella consapevolezza che a trovarne beneficio sono sempre tutti i bambini, poiché tutti hanno la possibilità di crescere nella valorizzazione delle proprie capacità, tante o poche che siano, e di divenire più sensibili e attenti verso chi si trova in difficoltà.

In conclusione, la scuola è, da sempre, considerata una risorsa per il territorio, il quale a sua volta è risorsa per la scuola.

In quest’ottica le Scuole Cottolengo seguendo la missione vocazionale del loro fondatore sono state costituite in territori, quartieri socialmente e culturalmente bisognosi di servizi, risorse riconosciute come di sostegno e di aiuto alle necessità della popolazione. Le scuole mantengono aperto il dialogo con tutti gli altri soggetti educativi, in una nuova dimensione di integrazione fra scuola e territorio, per far sì che ognuno possa svolgere, secondo le proprie possibilità e peculiarità una feconda alleanza per valorizzare gli organismi deputati alla partecipazione; per promuovere il dialogo, l’incontro e la collaborazione tra i diversi educatori e favorire le iniziative di formazione su progetti condivisi.